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L'Oltrepò è terra di vini, ma anche le zone più vocate non sono mai noiose e monotone con solo e soltato vigneti ma nascondono una varietà che non si immagina. Si parte in direzione nord sfiorando i primi vigneti sulla Grennway, con dei chilometri in pianura per scaldarsi bene prima del timido inizio delle prime alture, toccando Montebello della Battaglia e Casteggio.
La gravellata si fa seria, piste in terra battuta tra le vigne danno i primi panorami su ciò che è il territorio di Pinot Nero e Croatina per la Bonarda. Dalla panchina gigante di Calvignano ci aspetta un pezzo di asfalto su strade poco battute e veloci, si ritorna verso il Park Hotel passando per uno spot che contrasta con quanto visto sin'ora, i vertiginosi Orridi di Marcellino, sfiorati dalle due ruote e raggiungibili in un attimo a piedi se non si soffre di vertigini.
L'Oltrepò è così, in un attimo si esce dal bosco, si incontrano nuovamente vigneti e cantine che guardano la pianura spingendosi spesso ai grattacieli di Milano, e si rientra in albergo attraverso i campi
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